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Le nuove relazioni industriali in Italia alla luce del caso Fiat

Le nuove relazioni industriali in Italia alla luce del caso Fiat

Giovedì 30 giugno 2011, in una sala conferenze dell’AGA Hotel di Catania, gremita da quasi duecento uditori fra professionisti, imprenditori, dirigenti d’azienda, rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura e dell’Accademia, ha avuto luogo il convegno di studio riguardante le nuove relazioni industriali in Italia alla luce del nuovo corso inaugurato da FIAT con gli accordi separati del 2010.

L’incontro ha inteso focalizzare l’attenzione sull’evoluzione di un mercato del lavoro schizofrenico, diviso tra garantismo estremo e precariato selvaggio, dal quale emergono gli effetti di un’ipertrofia normativa e di una contrattazione collettiva vischiosa e inconcludente.

Con l’eccezionale tempismo caratterizzato dalla quasi coeva notizia dell’accordo interconfederale unitario siglato fra Confindustria, CGIL, CISL E UIL, che, per la prima volta, fissa la possibilità di intese modificative dei contratti nazionali, si è percepita la rilevanza di un evento che segnerà in modo significativo le relazioni industriali nel nostro Paese.
Accanto alla Presidenza dell’Ordine degli Avvocati di Catania, che ha condiviso e sostenuto l’impegno della Fondazione, hanno offerto il loro autorevole contributo gli attori protagonisti di un dibattito nazionale che ha catalizzato, giustamente, l’attenzione dei media, delle istituzioni, degli operatori del diritto, ma soprattutto coinvolto, in modo diffuso, l’intera opinione pubblica italiana: i ringraziamenti più sentiti vanno, pertanto, al Prof. Arturo Maresca, Ordinario di Diritto del Lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza”, al Dott. Ivan Lo Bello, Presidente di Confindustria Sicilia, e all’Avv. Roberto Cosio, Presidente degli Avvocati Giuslavoristi Italiani, sezione Sicilia, nonché ai partners della Fondazione che ne hanno sposato la visione, condividendone in modo pieno e appassionato gli obbiettivi di crescita culturale e sociale che questa si prefigge: Cogip Spa, Banca Intesa San Paolo e Intesa San Paolo Private Banking.


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