Knowledge is power


Jobs Act: come cambia il mercato del lavoro

Jobs Act: come cambia il mercato del lavoro

Giorno  27 marzo 2015, presso la sala conferenze della Fondazione Floresta Longo, sita in Catania, via De Caro 104, si è tenuta la conferenza “Capire il Jobs Act:come cambia il mercato del lavoro”

La riforma licenziata dal Governo mediante l’approvazione dei primi due decreti attuativi ha rappresentato una tappa intermedia, ma di rilevante significato, del processo di mutamento del mercato del lavoro italiano, auspicabilmente destinato a cambiare in modo significativo il proprio volto.

La disciplina delle c.d. “tutele crescenti”, che torna a investire sul contratto a tempo indeterminato quale tipo essenziale nella scelta di assunzione da parte dei datori di lavoro, generalizza la tutela indennitaria nelle ipotesi di licenziamento illegittimo per i neo assunti con decorrenza dal 7 marzo 2015, ridefinendo i termini dei nuovi ammortizzatori sociali per coloro che dovessero rimanere privi di occupazione, e connotando la nuova ASPI (“NASPI”) in ragione dell’apporto contributivo del lavoratore piuttosto che della sua anzianità anagrafica.

Accanto all’innovazione normativa del meccanismo indennitario, il legislatore delegato ha previsto un vantaggio economico in favore delle imprese che decidessero di provvedere all’assunzione di personale dipendente a tempo indeterminato. Si tratta specificamente, di uno sconto IRAP per le retribuzioni e gli oneri accessori corrisposti per il personale, indipendentemente dalla data di assunzione, unitamente al riconoscimento ai datori di lavoro, imprenditori e non, di un “bonus” di durata triennale definito nella forma dell’esonero dal versamento della contribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell’arco dell’anno 2015, fino alla concorrenza di un planfond annuale di euro 8.060,00.

Se, da un lato, il datore di lavoro dovrebbe potersi avvalere della necessaria flessibilità determinata dal rapido avvicendarsi dei cicli economici e produttivi, dall’altro il lavoratore dovrebbe poter risultare più agevolmente occupabile lungo l’intero arco della propria vita professionale in caso di perdita del posto di lavoro.

Il condizionale, tempo della possibilità, e non l’indicativo, tempo della certezza, è d’obbligo poiché, se da un lato appare assolutamente necessario procedere verso una riforma organica della materia, che dia certezza agli imprenditori, ai lavoratori e agli operatori del diritto – e la riforma orienta la propria direzione in tal senso – il percorso per una sostantiva riforma del mercato del lavoro che risulti aderente alle esigenze del nostro tempo e che contemperi le, sempre meno contrapposte, esigenze datoriali e del lavoratore, si trova a un bivio cruciale: interrompere il processo avviato con la conseguente afflizione della “provvisorietà”, tipica della nostra normazione, oppure procedere con interventi volti alla razionalizzazione dei contratti, alla riforma della cassa integrazione, alla definizione di una rete efficiente per le politiche attive e di orientamento al lavoro che, ricondotti a un quadro organico, siano capaci di restituire dignità al lavoro.

Sono intervenuti:

Avv. Prof. Antonino Longo: Introduzione e moderazione

Dott. Massimiliano Longo: “I nuovi sgravi contributivi visti dal mezzogiorno”

Avv. Angelo Mirko Giordano: “I nuovi rimedi contro i licenziamenti illegittimi: le tutele crescenti”

Avv. Giuseppe Giunta: “Il riordino dei contratti di lavoro e la nuova disciplina dello ius variandi”

Dott. Pietro Imbesi: “I nuovi incentivi all’occupazione e le misure di sostegno alla disoccupazione involontaria”


Documenti allegati